Per farlo siamo entrati nel cuore della produzione, osservandone i gesti, i tempi e quelle trasformazioni quasi alchemiche che avvengono durante la cottura. È lì che abbiamo trovato la direzione del progetto.
Davanti ai nostri occhi la materia cambiava continuamente, attraversando sfumature di rame, bronzo e tonalità profonde, impossibili da ricondurre a un colore unico. Colori naturali, vivi, che non potevano essere semplicemente riprodotti, ma dovevano essere interpretati. Da questa ricerca nasce una superficie continua che porta nello spazio la memoria di quel processo.
Un pavimento che non fa soltanto da sfondo, ma diventa parte dell’esperienza Amarelli.

